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LA PESCA CON LA MOSCA
La pesca con la mosca è un tipo di pesca sportiva
definita così perché vengono utilizzate particolari esche
artificiali costruite a imitazione di insetti che nascono, si
sviluppano, si riproducono e muoiono nell'ambiente acquatico, ma
anche insetti detti terrestrial, come formiche, cavallette, vespe
ecc. In ogni caso l'esca viene chiamata "mosca". Tali insetti
costituiscono una parte importante nell'alimentazione delle varie
specie di pesci che popolano la acque.

DISEGNO
TRATTO DAL SITO DI ROBERTO DAVERI
Viene effettuata con una
attrezzatura composta da canna di diverse lunghezze, mulinello per
pesca mosca (detto contenitore di coda), coda di topo e vari
accessori a supporto del pescatore. Tale attrezzatura è necessaria
per poter lanciare la mosca (avente pesi di frazioni di grammo) a
diversi metri di distanza, tramite delle tecniche di lancio a volte
molto complicate, volte alla migliore posa possibile
dell'artificiale in acque spesso mosse.

I quattro ordini principali
d'insetti, efemerotteri, tricotteri, plecotteri e chironomi, si
suddividono in innumerevoli famiglie e generi che hanno sagome
simili ma dimensioni colori e abitudini diverse. In ogni caso il
ciclo vitale di ognuno di questi ordini di insetti, anche se con
modalità diverse, si compie in parte a livello subacqueo ed in parte
a livello aereo al di fuori dell'elemento liquido.

DISEGNO
TRATTO DAL SITO DI ROBERTO DAVERI
Le mosche possono comunque imitare anche diverse tipologie di prede:
uova, piccoli pesci, piccoli mammiferi finiti in acqua per sbaglio,
per insidiare le prede più grandi. Queste esche vengono realizzate
con vari materiali tra cui le piume d'uccelli, pelo di mammiferi o
filati sintetici come il nylon sopra un amo ad occhiello fissate poi
con della colla o dello smalto.

DISEGNO
TRATTO DAL SITO DI ROBERTO DAVERI
La pesca a mosca è considerata da molti una forma d'arte che va
oltre la semplice cattura di un pesce da esibire agli amici.
È consuetudine da parte dei pescatori a mosca pescare cercando di
provocare il minor danno alla fauna ittica.

A questo scopo si usano ami senza
ardiglione, secondo il cosiddetto spirito no-kill: rilasciare sempre
il pesce che si cattura, qualunque sia la taglia, se il suo prelievo
reca un danno significativo all'ecosistema del corso d'acqua.
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